L’attenzione: il racconto sonoro

da | 5 Ago 2020

Tempo di Lettura: 3 minuti

Attenzione significa “Essere proiettati verso”, ma verso cosa? Dove e Come poniamo la nostra attenzione? e come questo influenza la qualità della nostra vita?

Siamo in un momento storico e sociale dove i continui stimoli tecnologici interrompono continuamente la nostra “attenzione”. Questa dinamica ci impedisce nel lungo termine di raggiungere efficacemente i nostri traguardi e, inoltre, di godere a pieno dell’esperienza sensoriale, quindi anche emotiva e relazionale.

Sappiamo come l’intelligenza emotiva sia una risorsa fondamentale ed avvalorata da numerosi studi, sia per la crescita personale che professionale della persona.

Tuttavia, Proiettati continuamente nel momento successivo non riusciamo a cogliere aspetti fondamentali del momento presente ed accade che, quando incontriamo l’altro, grazie anche ad una struttura mentale, una mappa rigida e poco flessibile, non si riescano a cogliere tutte quelle informazioni che arricchiscono e permettono di comprendere l’esperienza con l’altra persona.

Attenzione ed intenzioni sono strettamente collegate e come spiegato nel libro Metodo Autobiografico Creativo con Fiabazione® del Dott. Centonze, diversi studi hanno riportato come il rapporto tra creatività/attenzione/intenzione sia riscontrabile in molte persone di successo. Una mente creativa ed attenta ha più facilità di associare concetti, di porsi sfide, domande, trovando nuove soluzioni e non avendo paura di affrontare momenti di difficoltà, focalizzando la propria attenzione per tempi molto lunghi ed ottimizzando al meglio tutte le risorse.

Per fortuna, l’attenzione, come molte altre capacità trasversali che vengono affrontate grazie alle tecniche creative ed innovative delle Metodo Autobiografico Creativo®, possono essere allenate, risvegliate e potenziate.

In particolare, un buon alleato creativo per lo sviluppo e il potenziamento dell’attenzione sono quelle esperienze, quegli stimoli sensoriali, nuovi, carichi di messaggi emotivi e stimolanti.

Dai colori, ai suoni e odori, in base alle differenti proposte, si possono far emergere quegli oggetti salienti che possono risvegliare in noi un interesse autentico, in quanto, la nostra mente ne riconosce l’aspetto piacevole e gioioso. Inoltre, questo permette di stimolare diverse aree del cervello in modo durevole ed affidabile, plasmando così un’attenzione più profonda.

Questa ricerca di consapevolezza può essere definita come un percorso senza percorso perché nasce dalla nostra stessa esperienza per incontrare l’altro e ritornare a noi, proprio come la pratica proposta all’interno del Metodo.

La scrittura stessa della fiaba, con l’ausilio delle tecniche mirate previste, diviene essa stessa un momento di profonda attenzione verso se stessi, un punto di partenza (e a volte un arrivo) per far rivelare quegli aspetti nascosti, profondi e portarli fuori con un linguaggio metaforico e creativo.

Ecco che, se ad essa, vengono affiancate, oltre la scrittura, tecniche sensoriali, le nostre possibilità si ampliano.

Per esempio, restando nella stimolazione visiva, nell’attività della realizzazione della Copertina, il partecipante avrà la possibilità di sintetizzare gli aspetti salienti della proprio Storia, in uno spazio definito, scegliendo, più o meno consapevolmente, come e quali oggetti rappresentare e con quali medium.

E come si suol dire “Un’immagine vale più di mille parole”, ed ecco che, in una sola immagine, si porta all’attenzione, di chi con sguardo presente e sensibile, sia esso il creatore sia il gruppo a cui viene mostrato, quella ricchezza di particolari significativi, pregni di emozioni e sensazioni che ci rivelano qualcosa in più di noi stessi.

Ma è nella restituzione al gruppo, nel confronto con l’altro, che avviene il vero momento di catarsi.

Tra le diverse modalità proposte a tal scopo nel Metodo, quella del Racconto Sonoro vede la possibilità di narrare al gruppo, o con il gruppo, la Fiaba utilizzando un linguaggio fatto di suoni, rumori e vocalità. Questo tipo di esperienza obbliga i partecipanti ad attivare una differente modalità di attenzione, cogliendo aspetti insoliti, nuovi, stimolando nuove connessioni e potenziando l’ascolto autentico ed empatico, così fondamentale, oggi giorno, per quello sviluppo delle “competenze basse” che fanno davvero la differenza nelle persone di successo.

Il suono, inoltre, è vibrazione, proprio come le emozioni, ed arriva dritto nei nostri tessuti fisici ed emotivi, risuona e scuote le persone in profondità, attivando una stimolazione completa ed intensa.

Così, come in ogni storia che si rispetti, l’eroe, dopo esser partito per il suo viaggio e conclusa la sua avventura, si prepara a tornare a casa, a Sé, più forte, consapevole, presente e più attento. Dove la ricerca nasce e finisce con il cercatore stesso.

Valentina Recchia - Arteterapeuta, Direttrice Didattica Scuola di ArtiTerapie Artedo di Venezia, Tecnico del Metodo Autobiografico Creativo con Fiabazione®, Operatore di TangoTerapia Metodo Riabilitango®, Attrice e Formatore Teatrale per l’Accademia Teatrale Veneta Progetto Teseo.

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