Mirandolina e il concorso delle baby-miss

da | 18 Apr 2021

Mirandolina

Tempo di Lettura: 4 minuti

Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Mirandolina e il concorso delle baby-miss», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Anna Maria, affronta il tema delle aspettative dei genitori e del senso di colpa dei figli. Mirandolina, la piccola protagonista, ubbidisce a una madre che intende plasmarla secondo i suoi desideri, con il risultato di vietarle di vivere la sua infanzia, i giochi e i piccoli piaceri tipici della spensieratezza della sua età. Ma sarà proprio la figlia a dare una lezione alla mamma, in un modo inatteso e plateale. Un argomento importante e attuale che è un grande insegnamento per i genitori intorno ai valori positivi che i figli coltivano, talvolta lontano dalle mura domestiche.

MIRANDOLINA E IL CONCORSO DELLE BABY-MISS

C’era una volta, in un mondo fatto solo di doveri e responsabilità, dove anche i bambini si comportano come gli adulti, una bimba di nome Mirandolina. Aveva dieci anni e già un bel peso sulle spalle: tener dietro alle aspettative della famiglia. Soprattutto a quelle della madre, la Signora Gambalunga.

«Hai visto, Mirandolina? C’è un nuovo concorso di bellezza. Sono felice: non vedo l’ora che partecipi, anche perché, di sicuro, vincerai e io sarò la tua manager», disse un giorno d’estate, irrompendo con una locandina in mano nella stanzetta della figlia che ancora dormiva. «Su, alzati. Dobbiamo prepararci. Bisogna arrivare in forma a questi appuntamenti. Vedrai: arriveremo lontano tu ed io!», esclamò, mentre spalancava le finestre per far entrare la luce del giorno.

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Mirandolina era una bimba modello, bella e ubbidiente, pronta ad assecondare in tutto la madre che la ricambiava con ampi complimenti: «Sei la più bella di tutte le concorrenti. Tutte vorrebbero avere i tuoi boccoli dorati e la tua bocca a cuoricino. Adesso, però, abbiamo un programma: devi essere perfetta, la miss perfetta!».

E ancora: «Da domani, sveglia alle sei, un’ora di jogging e poi colazione leggera. Visto che sei in vacanza dalla scuola, in mattinata farai lezione di postura, mentre nel pomeriggio pianoforte e corso di recitazione. Penso io a te. Ti ho forse mai delusa?»

«No, mamma.»

«Lo so bene: andiamo a iscriverci. Su, muoviti.»

«Ma ho i compiti per le vacanze…»

«Ah, già! Giusto. Stasera penseremo anche a questo. Se proprio vuoi… se no, ti dico che, appena io e te arriveremo in tv, non saprai più che fartene dei libri!».

Mirandolina non voleva deludere la mamma. In fondo, lei era così buona e premurosa. Poiché amava studiare, però, lo faceva la sera, sul tardi, dopo aver completato il programma di allenamento che le aveva assegnato la madre.

Una mattina, mentre correva nel parco adiacente a casa, fece la conoscenza della Signorina Pia, una donna anziana che viveva da sola al pian terreno e che la mattina presto amava prendersi cura delle sue piantine e dei suoi diciotto gatti.

«Vuole una mano ad annaffiare queste bellissime rose?», le domandò la bambina.

La vecchietta non era esattamente quella che potremmo chiamare “una persona cordiale” ma, davanti a tanta gentilezza, ringraziò e accettò. Non che avesse bisogno di aiuto a versare un po’ d’acqua nei vasi ma le sembrò bello il gesto di Mirandolina.

La Signorina Pia, che non dava facilmente confidenza agli sconosciuti, di quella bambina si fidò istintivamente, perché aveva riconosciuto nei suoi occhi la curiosità e la spontaneità del suo essere bambina.

Parlarono a lungo, al punto che ogni mattina Mirandolina andava a trovarla, invece di allenarsi. Nascondendo alla madre la sua nuova amicizia. La Signora Gambalunga, infatti, ignorava che la figlia avesse smesso di allenarsi per frequentare la vecchina.

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A Mirandolina piaceva tanto stare a casa della Signorina Pia: aveva un sacco di libri e ogni giorno ne leggeva uno nuovo. In più, nella sua casa c’era un mappamondo e tante cartine geografiche che utilizzava agli esordi della sua carriera da geologa.

Un giorno, però, la ragazzina, si attardò più del solito, rapita dal mondo dell’anziana Signorina Pia.

«Dove sei stata tutto questo tempo???!!!» La voce stridula e severa della madre la investì appena entrò in casa. «Spero tu abbia fatto tutti gli esercizi. Tra pochi giorni ci sarà il concorso e io non ti permetterò di farmi fare delle figuracce davanti alle mie amiche.»

A quel punto Mirandolina confessò. Erano ormai diversi giorni che nascondeva il suo segreto ai genitori e decise finalmente di raccontare tutto. La verità non piacque alla madre che, furiosa, la obbligò a restare chiusa a casa: «Dovresti considerarti fortunata: avessi avuto io una madre così attenta. Mia madre, tua nonna, pensava solo a se stessa. Io invece ho a cuore la tua carriera. E tu mi ripaghi con la menzogna?».

Mirandolina non si era mai sentita così male. I sensi di colpa erano così grandi che prese bene perfino la punizione, pur di non sentirsi più le urla della madre. «Da oggi farai addominali e flessioni nel nostro giardino, almeno per mezz’ora, dopodiché dovrai preparare almeno dieci discorsi diversi sulla pace nel mondo. Tutte le miss parlano di pace nel mondo. Quindi, lo farai anche tu.»

Rifiatò un attimo. Poi, improvvisamente sorridente, si chinò verso la figlia e, con tono fintamente amorevole e un filo di voce, disse: «Ricordati, bambina fortunata: se smetto di occuparmi di te, è la tua fine.». Su queste parole, fece per andar via ma la figlia la trattenne.

«Pensavo fossi preoccupata per me, non vedendomi arrivare!»

«Preoccupata? Ah, sì… certo… ma… poi… ti ho vista e…», balbettò la madre.

Mirandolina la fissò, finché lei non si voltò e si allontanò, rossa in viso e imbarazzata. Quel giorno, nella sua stanzetta, capì di non voler vincere quel concorso. E capì anche che una madre così egoista meritava una lezione.

“Non dirò niente e ci andrò. Poi, però… insomma, perché dovrei convincere degli sconosciuti del fatto che voglio la pace nel mondo? Tutti la vogliono ma non per questo partecipano ai concorsi di bellezza”, pensò. «Io voglio giocare con i miei amici, andare al mare, in bicicletta e studiare… Voglio fare quello che fanno gli altri.»

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Con questo stato d’animo, arrivò il giorno del concorso.

Mirandolina era pronta, esattamente come la madre, seduta in prima fila, le aveva chiesto.

Ma quando arrivò il suo momento di prendere la parola, raggelò tutti: «Mi chiamo Mirandolina e ho dieci anni. Che cosa voglio? Non lo so ancora: sono troppo piccola. Ma posso dirvi che mia madre vuole la pace nel mondo. Io mi accontento di un cono gelato al cioccolato, per adesso. Poi, voglio prendere voti alti a scuola.».

Restarono tutti ammutoliti davanti alla semplicità di queste parole. Perfino la madre, con cui era impossibile parlare a casa, sembrava aver capito. Da lontano, la bambina si accorse che nelle ultime file era seduta anche l’anziana Signorina Pia che sorrideva compiaciuta.

La madre si alzò, commossa, e portò via la figlia.

Sulla strada di casa mamma e figlia erano finalmente per mano e parlottavano tra loro, mentre gustavano un enorme gelato al cioccolato.

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