Il sole che non voleva mai tramontare

da | 24 Gen 2021

Il sole che non voleva mai tramontare

Tempo di Lettura: 3 minuti

Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Il sole che non voleva mai tramontare», scritta nel corso di un laboratorio di crescita personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Agata Leonardi, ci mostra che nella vita, così come nell’amore, dovremmo imparare ad ammettere luci e ombre, senza aver paura di evocare il buio che abbiamo dentro. La nostra cultura, in fondo, ci insegna, fin da piccoli, a separare l’oscurità dalla luce. Ma la luce esiste perché esiste il buio, suo opposto. Così come non ci può essere la luce senza il buio, non c’è il buio senza la luce e non c’è amore senza entrambi.

 

IL SOLE CHE NON VOLEVA MAI TRAMONTARE

In un pianeta dell’infinito universo, c’era una volta un Sole splendente da anni impertinente.

Era molto dispettoso e aveva deciso di non tramontare perché era geloso di Luna, sua sorella: «Splendo di bellezza e il mio pianeta è il migliore dell’universo» ripeteva.

Nel pianeta vivevano bambini con le loro mamme e i loro papà, ma nessuno di loro si era accorto che ormai da anni era sempre giorno, indaffarati com’erano. Le mamme erano molto impegnate, tra lavoro e faccende domestiche e i papà lavoravano sempre davanti ai computer. Il Tempo era molto arrabbiato perché non riusciva più a segnare l’ora giusta e la Luna si era offesa con il fratello perché non la faceva più apparire.

«Tu non riesci ad illuminare, rendi il cielo buio e nessuno può ammirarti» le diceva, «Non sei importante quanto lo sono io. Io sono indispensabile, illumino il cielo, facendolo diventare azzurro, e metto in evidenza le sue bellissime nuvole bianche; gli uccelli si divertono a volare da un posto all’altro perché traccio loro la strada.

I miei raggi riscaldano gli abitanti che spalancano le finestre e lasciano giocare i bimbi nei giardini» e continuando diceva «Tu, mia cara sorellina, sei portatrice di tristezza e con te finirebbe la vita del mio pianeta!». Luna piangeva e nemmeno le sue amiche Stelle riuscivano a consolarla.

Il pianeta aveva bisogno di aiuto!

Un giorno un bambino stanco e assonnato chiese alla sua mamma: «Mamma, perché non vedo più la luna in cielo?». La mamma, sorpresa, smise di fare le faccende domestiche e si fermò a riflettere senza trovare risposta.

Così, il bambino decise di recarsi dal sole chiedendogli di tramontare, ma come poteva arrivare fin lassù? Pensò e ripensò e decise, allora, di salire sul tetto della sua casa: «È alto fino al cielo» si disse, ma arrivato lì si rese conto che era troppo basso.

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Pensò e ripensò ancora una volta e decise di arrampicarsi sull’albero più alto della città pensando di poter toccare il cielo, ma anche quella fu una delusione perché quando arrivò in cima l’albero non toccava il cielo. In quel momento passeggiava, fischiettando, un gabbiano e il bambino gli chiese gentilmente se poteva portarlo sulla nuvola più vicina al sole e così partirono.

Il viaggio si rivelò lungo e faticoso ma, una volta arrivati, il gabbiano gentile adagiò con cura il bambino su quella nuvola soffice che pareva di cotone e se ne andò.

Il bambino, rimasto solo, cominciò a chiamare il sole che era impegnato a specchiarsi: «Chi sei?» domandò il Sole al bambino, «Non vedi che sto lavorando per portare più luce al pianeta? Cosa sei venuto a fare quassù?».

E il bambino rispose: «Sono un bambino del pianeta e ho affrontato un lungo viaggio per arrivare fin qui. Sono venuto perché siamo tutti molto stanchi, le mamme e i papà lavorano sempre e noi bambini non abbiamo più tempo per stare con loro perché non c’è più la sera, ma soprattutto ci mancano le fiabe e i baci della buonanotte» e piangendo continuò: «Ti prego Sole, siamo molto stanchi e tristi, abbiamo bisogno di dormire. Ti prego torna a tramontare!».

Il Sole, stupito, si scusò col bambino: «Ti chiedo scusa, caro bambino, ma ho tanta paura del buio e la mia sorellina non è splendente come me. È colpa mia se siete diventati tutti tristi!» e il bambino rispose: «Oh Sole non preoccuparti, anche io ho paura del buio ma la mamma ha riempito il soffitto della mia camera di stelle che si illuminano ogni volta che spengo la luce. Anche tu hai le stelle che ti sono amiche e soprattutto hai una sorella che ti vuole molto bene!».

Quel giorno improvvisamente il cielo cominciò piano piano a cambiare colore e le mamme ed i papà improvvisamente cominciarono a tornare frettolosamente a casa a preparare la cena e a sistemare il tutto per la famiglia, stava avvenendo un miracolo: il Sole aveva deciso di tramontare ma, furbo com’era, prima di addormentarsi, sistemò la sveglia per il mattino seguente avendo una gran paura di addormentarsi con tutto quel sonno arretrato!

Quando una timida Luna fece capolino, il cielo era di un blu bellissimo, le stelle erano felici perché tutti gli abitanti le stavano ammirando. E allora tutti esclamarono: «Com’è volata questa giornata!» e i bambini sbadigliando cominciarono a stropicciarsi gli occhi e chissà poi come andò a finire, il resto lo racconteranno domani perché sono già andati a dormire.

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